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Il linguaggio della Carità: "Lì amò sino alla fine" (Gv 13,1)

Nel periodo di Avvento/Natale abbiamo meditato il mistero dell’incarnazione chiedendo a Gesù di insegnarci il linguaggio della fede e della speranza. Anche il tempo di quaresima è intimamente legato al mistero dell’incarnazione , poiché essa trova nella morte di Gesù il culmine dell’abbassamento e umiliazione di Cristo che “pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.[…] umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce” (Fil 2,5-8).  Nel periodo natalizio, al termine della messa, mi piaceva sostare ai piedi dell’altare e guardare il crocifisso ascoltando il canto del “Tu scendi dalle stelle”.  Le parole “Io ti vedo qui a tremar O Dio Beato. A te, che sei del mondo Il Creatore mancano panni e fuoco O mio Signore!”  le vedevo riflesse sul corpo di Cristo adagiato non solo sulla culla ma anche sulla croce. Ma, ancor più, risuo...

ALL’INIZIO DI UN NUOVO ANNO BENEDICENTI, PAZIENTI, DESIDEROSI

Nel libro dei Numeri il Signore invita Mosè a benedire il suo popolo: “ Così benedirete gli Israeliti” (cf. Nm 6,22-27). La benedizione è una parola rivolta su coloro che abbiamo di fronte: una parola buona sugli altri . All’inizio di un nuovo anno sentiamo il bisogno di chiedere al Signore una parola buona, consapevoli di aver ricevuto la buona Parola, Gesù, la benedizione di Dio sull’umanità. Ancora una volta ci mettiamo dinanzi al Signore con la consapevolezza di aver bisogno di una parola per ricominciare, per riprendere il cammino di un nuovo anno.    L’appiattimento sul presente e la frenesia delle società occidentali ci hanno reso analfabeti nella speranza. Attraverso i social media riusciamo, a malapena, a farci un augurio, ad inviare parole di auspici o presagi. La parola ha una grande forza . L’apostolo Giacomo usa una immagine: “Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vu...

Come i pastori e i magi: analfabeti e curiosi

Il tempo di Natale presenta d ue destinatari privilegiati dell’annuncio della nascita del Messia: i pastori e i magi. I primi sono uomini che vivono una condizione di marginalità, poveri e analfabeti. I secondi, si presentano in una condizione economica e culturale differente: possono viaggiare e sono accolti alla corte del Re Erode. Il loro status, però, non colma una lacuna: anche essi non conoscono, non sanno. Hanno un'intuizione, una visione, cercano ma non trovano.  Dinanzi al mistero di Dio, a volte, ci sentiamo come i pastori : completamente analfabeti, assorbiti dalle preoccupazioni quotidiane, occupati dai nostri affanni. Altre volte come i magi : percepiamo qualcosa, cerchiamo ma non abbiamo gli strumenti per parlare di Dio. Abbiamo delle conoscenze culturali, ci siamo fatti delle idee ma ci sentiamo analfabeti rispetto al linguaggio della fede.  Questa condizione ha richiamato alla mia mente tre forme di analfabetismo che mi piacerebbe declinare con la fede...

La Messa al tempo del COVID

  Ciao Saverio [1] , mentre mi chiedevo cosa proporre alla nostra Comunità per il tempo di Avvento mi sono imbattuto nel tuo post su Facebook . Ti domandavi che senso avesse tenere aperte le chiese in questo periodo così complesso a causa dell’emergenza Covid attribuendo questa concessione alla “longa manus” del potere ecclesiastico che, alla fine, riesce sempre ad ottenere ciò che vuole. Non so se le cose siano andate così e, non ti nascondo che, se fosse vero, mi dispiacerebbe molto. Ma vorrei dirti, senza presumere di mutare la tua opinione, perché, secondo me, la scelta di tenere aperte le chiese per le celebrazioni abbia delle conseguenze buone per tutti, non solo per i cristiani. Ma permettimi due premesse: 1.      Sono pienamente d’accordo con te sulla responsabilità che ognuno debba avere nella prevenzione del contagio . Penso che ognuno debba fare tutto il possibile perché non vi siano occasioni di assembramento e che si rispettino le norme igi...

il profumo di Marsiglia

Il profumo di Marsiglia L’orologio a pendolo si destò dalla sua pennichella facendo risuonare i tre rintocchi delle ore pomeridiane mentre dalla culla, posta accanto ad un letto ancora disfatto, si elevavano i primi segni di una prossima assordante richiesta d’aiuto. Sarà per questo motivo che il piagnucolio, come lo sparo di una pistola all’inizio di una corsa, aveva destato tutti dalla propria postazione. Il primo ad arrivare era stato Riccardo. Non poteva essere altrimenti: era l’unico che non riposava nelle ore pomeridiane. La playstation era la sua passione. Appoggiato alle sbarre della culla cercava di consolare la sorellina ricoprendola di baci. Fu subito raggiunto dalle gambe meno agili della nonna che, con la voce ancora rauca, lanciò un grido: “che fai?”. La domanda chiara e minacciosa aveva destato la curiosità di Riccardo facendolo balzare in un “attenti!” senza sapere da cosa, questa volta, avrebbe dovuto nascondersi o difendersi. “Non lo sai che i bambini si baci...

Ringraziamento in occasione del XXV anniversario ordinazione presbiterale

L’“eccomi” pronunciato da Marino in questa piazza ci ha legati intimamente ai tanti “eccomi” pronunciati nella storia della salvezza e della chiesa. Tra questi emerge, con una sovrabbondanza di grazia, quello di Maria, la Madre di Dio. In una semplice casa di un piccolo paese in un giorno qualsiasi, la vergine di Nazareth ha detto il suo “eccomi” aprendo il cuore, la mente, il corpo alla presenza del Figlio di Dio.  La trepidazione e la disponibilità del primo “eccomi” di Maria ci richiama alla mente quella degli apostoli presso il lago di Genesareth, quando, lasciato tutto, seguirono subito il Signore. Questa sera siamo molto felici perché questa parola, pronunciata da un giovane della nostra Comunità, ci permette di amplificare la nostra disponibilità richiamando alla mente le storie e vite di ognuno di noi. Ciò che è avvenuto nella piccola casa di Nazareth, sulle sponde del lago di Tiberiade, nel cuore di tante donne e uomini seguaci di Gesù, ciò che è avvenuto nel nostro cuor...