Passa ai contenuti principali

2 maggio: Ave Maria



Ave Maria!

“La vergine si chiamava Maria” (Lc 1,27). Il nome Maria ha tanti significati: amata da Dio, signora, stella del Mare.

Su quest’ultimo significato S. Bernardo dice: "Ella è questa nobile stella uscita da Giacobbe, i cui raggi illuminano l'universo intero, brillano nei cieli e penetrano fin negli abissi. (…)
Se il vento delle tentazioni ti assale, 
se gli scogli della sventura ti si parano davanti, guarda la Stella, rivolgiti a Maria. 
Se la collera, l'avarizia, la seduzione della carne sballottano la fragile barca della tua anima, rivolgi il tuo sguardo a Maria. 
Quando, tormentato dall'enormità e dall'atrocità delle tue colpe, vergognoso per le sozzure della tua coscienza, terrorizzato dalla minaccia del giudizio, cominci ad essere afferrato dal baratro della tristezza e dall'abisso della disperazione, pensa a Maria.
Nei pericoli, nell'angoscia, nell'incertezza, invoca Maria. 
Che il suo nome mai abbandoni le tue labbra ed il tuo cuore. 
E per ottenere il sostegno della sua preghiera, non cessare di imitare l'esempio della sua vita. 
Seguendola, non ti smarrirai; 
pregandola, non conoscerai la disperazione, 
pensando a Lei, non ti sbaglierai. 
Se Ella ti sostiene, non affonderai; 
se Ella ti protegge, non avrai timore di nulla; 
sotto la sua guida non temere la fatica; 
con la sua protezione raggiungerai il porto. 
Tu proverai allora, con la tua personale esperienza, con quale verità siano state dette quelle parole: "II nome della Vergine era Maria".

Iniziamo questo giorno invocando Maria, la stella del mare:

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come i pastori e i magi: analfabeti e curiosi

Il tempo di Natale presenta d ue destinatari privilegiati dell’annuncio della nascita del Messia: i pastori e i magi. I primi sono uomini che vivono una condizione di marginalità, poveri e analfabeti. I secondi, si presentano in una condizione economica e culturale differente: possono viaggiare e sono accolti alla corte del Re Erode. Il loro status, però, non colma una lacuna: anche essi non conoscono, non sanno. Hanno un'intuizione, una visione, cercano ma non trovano.  Dinanzi al mistero di Dio, a volte, ci sentiamo come i pastori : completamente analfabeti, assorbiti dalle preoccupazioni quotidiane, occupati dai nostri affanni. Altre volte come i magi : percepiamo qualcosa, cerchiamo ma non abbiamo gli strumenti per parlare di Dio. Abbiamo delle conoscenze culturali, ci siamo fatti delle idee ma ci sentiamo analfabeti rispetto al linguaggio della fede.  Questa condizione ha richiamato alla mia mente tre forme di analfabetismo che mi piacerebbe declinare con la fede, la spera

La Messa al tempo del COVID

  Ciao Saverio [1] , mentre mi chiedevo cosa proporre alla nostra Comunità per il tempo di Avvento mi sono imbattuto nel tuo post su Facebook . Ti domandavi che senso avesse tenere aperte le chiese in questo periodo così complesso a causa dell’emergenza Covid attribuendo questa concessione alla “longa manus” del potere ecclesiastico che, alla fine, riesce sempre ad ottenere ciò che vuole. Non so se le cose siano andate così e, non ti nascondo che, se fosse vero, mi dispiacerebbe molto. Ma vorrei dirti, senza presumere di mutare la tua opinione, perché, secondo me, la scelta di tenere aperte le chiese per le celebrazioni abbia delle conseguenze buone per tutti, non solo per i cristiani. Ma permettimi due premesse: 1.      Sono pienamente d’accordo con te sulla responsabilità che ognuno debba avere nella prevenzione del contagio . Penso che ognuno debba fare tutto il possibile perché non vi siano occasioni di assembramento e che si rispettino le norme igienico-sanitarie. 2.   

Le donne e la chiesa

  Cara Valeria*, domenica scorsa, durante la trasmissione televisiva “Protestantesimo” ci si interrogava sul ruolo della donna nella Chiesa. Hanno intervistato pastori donne, teologhe, suore, ecc. Subito dopo sono andato a celebrare. Questo pensiero è stato amplificato dall’invito “fratelli e sorelle” aggiunto al Messale Romano. Osservando le diverse assemblee domenicali era evidente che il numero delle donne presenti fosse di gran lunga superiore a quello degli uomini. Ma, seppure “la quota rosa” fosse soddisfatta, tutto ciò non ha messo a tacere una sorta di inquietudine che la domanda sulla presenza e ruolo della donna nella chiesa mi ha sempre lasciato. Molti ambiti della vita della parrocchia sono affidati alle donne: dal canto alla preparazione dei pasti caritas, dalla catechesi alla cura di ambienti e fiori, dalla guida di gruppi al centro “Granelli di senape”.    Mi vengono in mente anche spazi meno visibili come l’educazione cristiana dei figli, la presenza nel mondo del