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Quaresima 2022

IL MIO PESO È LEGGERO” (mt 11,30) Traccia per i cammino quaresimale 2022 L’imposizione delle ceneri viene accompagnata da due inviti: “ Convertitevi, e credete al Vangelo” - “ Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai ”. Nel libro della Genesi leggiamo: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai ” (Gen 3,19). Queste parole ricordano le origini e il fine della vita dell’uomo, creato da Dio dalla polvere già prima del peccato originale. Ci dicono che s iamo polvere per “natura”, ossia, che siamo stati creati da Dio come esseri fragili: “ Signore, che cos'è l'uomo perché tu l'abbia a cuore? Il figlio dell'uomo, perché te ne dia pensiero? L'uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa ” (sal 144,3-4; sal 39,6-7). L’uomo può guardare alla sua fragilità con gli occhi della grazia o con quelli del peccato. Creato dalla polvere, appesantito...

Natale 2021

“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce” - omelia Natale 2021 In questi giorni un ragazzo mi ha scritto in un messaggio: v orrei capire dove stia andando la mia vita e dove Dio mi chiede di orientarla. Mi daresti un consiglio? La domanda mi ha lasciato un po’ stranito perché non è facile capire dove orientare la propria vita, sapere dove Dio la stia muovendo (non è facile per la propria, ma ancor di più per gli altri). Ho conservato per me questa domanda lasciandomi interrogare dal tempo liturgico del Natale. Nei racconti dell’infanzia di Gesù vi sono uomini e donne che cercano un orientamento: i pastori e i magi; il vecchio Simeone, Maria e Giuseppe. Così come nel primo testamento è possibile cogliere come in tutta la storia di Israele vi sia un cammino verso qualcosa. Ce lo ho ricordato Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce”. “Dove stiamo orientando la nostra vita? Da cosa sono mosse le nostre scelte?” sembra sia la stessa dom...

Ringraziamento festa patronale 2021

"Non lasciamoci rubare la festa patronale" Ringraziamento festa patronale 2021 Carissimi, Per il secondo anno consecutivo abbiamo celebrato la festa patronale nel tempo della pandemia Covid. Non è stato facile. Tutti ci auguriamo che i prossimi mesi possano segnare il tramonto di un periodo faticoso, complicato e doloroso. Ma non possiamo pensare ai lunghi mesi passati come ad un tempo da dimenticare. Dobbiamo chiederci già da ora (forse lo stiamo già facendo) cosa ci ha insegnato questa pandemia? Cosa ha detto anche alle nostre feste patronali? Permettetemi di riprendere una espressione usata da Papa Francesco nell’ Evangelii Gaudium : non lasciamoci rubare! In questo tempo abbiamo dovuto ripensare la festa patronale chiedendoci, come in una barca in tempesta, cosa dovevamo “salvare” della festa. Questi ultimi due anni ci hanno costretto a ridurre il programma, a cancellare eventi, a rivedere le nostre spese ma contemporaneamente ci hanno ricordato che la festa in...

Pasqua 2021. In questi giorni Dio ha parlato a noi

“Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1).  Così inizia la lettera agli Ebrei. È questo il senso dell’ascolto dell’Antica Alleanza nella nostre liturgie (particolarmente nella veglia pasquale): ascoltiamo come Dio ha parlato “nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti”.  Ma il testo prosegue: “ultimamente, in questi giorni, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio”.  L’avverbio ultimamente ha una ricchezza di significati: ci dice non solo che la rivelazione di Gesù è avvenuta in un tempo storico determinato, ma anche che essa è l’ultima (non ce ne saranno altre). Gesù è “l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine” (Ap 22,13) . La solennità con cui viene proclamato il Vangelo durante la liturgia, sottolinea la definitività di Cristo nella rivelazione. “Egli è la Parola defi...

Le donne e la chiesa

  Cara Valeria*, domenica scorsa, durante la trasmissione televisiva “Protestantesimo” ci si interrogava sul ruolo della donna nella Chiesa. Hanno intervistato pastori donne, teologhe, suore, ecc. Subito dopo sono andato a celebrare. Questo pensiero è stato amplificato dall’invito “fratelli e sorelle” aggiunto al Messale Romano. Osservando le diverse assemblee domenicali era evidente che il numero delle donne presenti fosse di gran lunga superiore a quello degli uomini. Ma, seppure “la quota rosa” fosse soddisfatta, tutto ciò non ha messo a tacere una sorta di inquietudine che la domanda sulla presenza e ruolo della donna nella chiesa mi ha sempre lasciato. Molti ambiti della vita della parrocchia sono affidati alle donne: dal canto alla preparazione dei pasti caritas, dalla catechesi alla cura di ambienti e fiori, dalla guida di gruppi al centro “Granelli di senape”.    Mi vengono in mente anche spazi meno visibili come l’educazione cristiana dei figli, la presenza...